Storia
Video lezione del 7 febbraio 2024 a preparazione delle giornate di primavera del FAI che si terranno ad Artogne il 23-24 marzo 2024.
Alcuni dati
- popolazione: 3.589 abitanti;
- altitudine: da 266 a 2060 mslm (Muffetto);
- superficie: 21,02 Kmq;
- soprannomi: scotom, papate, mascherpine, maia melga;
- patrono: santi Cornelio (papa) e Cipriano (vescono) il 16 settembre;
- gemellaggio: con Courcelles (Belgio) nel 1999 (miniere);
- frazioni: Piazze (684m), Acquebuone (662m) e Monte Campione (1200m);
- torrente Re: 9km da 1816 (Muffetto) al fiume Oglio.
Stemma
Concessione con Decreto del presidente della Repubblica nel 1987:
- metà sinistra: rappresentata una torre, presumibilmente rappresentante il Castellino;
- metà destra: rappresentato un albero che forse allude alla fertilità del territorio.
Preistoria
Presenza di rocce con coppelle:
- località Castellino roccia con 69 coppelle più 1 figura antropomorfa (questa medievale);
- lungo la strada dei Carbunì (sentiero che porta a Piazze);
- area della Chiesa di S. Andrea (verso Gianico);
- Località Plagna (nord);
- Località Maserade (sud).
A mezza costa (1700m-1800m):
- Dosso Rotondo, Monte Splaza, Malga Bassinaletto ritrovati manufatti in selce per taglio e raschiatura oltre a rocce con coppelle;
- Area Rifugio Dosso Rotondo presente roccia con incisione di figura antropomorfa (ipotesi età del bronzo);
- Area Bassinale ritrovato probabile recinto in pietra per pastori.
Toponimo
- Dante Olivieri (1931): Artenius gentilizio romano oppure Artus (ristretto);
- Paolo Guerrini (1957): Artus (erto) + ogna/e (termine dialettale per lontano);
- Don Lino Ertani: Hart (fortezza) + Thon (recinto) derivazione germanica;
- Ernesto Andreoli (2006): At-Rogno (verso Rogno) che era uno dei Pievatici di Vallecamonica.
Il legame tra la chiesa di Artogne e la Pieve di Rogno (di cui Artogne era parte e rimarrà legata burocraticamente fino al 1700) deriva dalla costituzione dei Pievatici di Valle Camonica:
- Rogno;
- Cividate;
- Cemmo;
- Edolo;
- Pisogne (solo successivamente);
Costituiti nel VIII - IX sec. d.C. tra periodo longobardo e carolingio sono i luoghi dove tutte le persone si devono recare per motivi religiosi (battesimo) o burogratici.
Esistono infatti altri paesi con la desinenza ogno/ogne (Pisogne, Cogno oltre ad Artogne) forse proprio per questo motivo.
Primo documento
Giugno 1041: Cartula offertionis pro anima (Archivi segreti Vaticani - Pergamene delle Carte del Monastero di San Pietro in monte di Serle) in cui l’arciprete della Pieve di San Lorenzo di Manerbio (Arderico) effettua una donazione al Monastero di San Pietro di Serle a beneficio dell’anima del vescovo di Brescia.
Oggetto della donazion sono "…le case e tutti quei beni che io so di possedere nel fondo di Darfo (Dervi) e nel fondo di Artogne (Artonie), nel luogo della Maserata (Maxirada) e nella vigna Cirrexia…".
La vicinia
E’ un istituzione socio/politico/amministrativa per la gestione del bene pubblico.
Ne facevano parte i capifamiglia (capifuoco) delle famiglie originarie del paese con più di 25 anni esclusi i nobili, gli ecclesiastici, gli stranieri e le famiglie non originarie dai paesi vicini:
- 1764: ammissione tra gli originari anche di famiglie di forestieri con almeno 50 anni di residenza;
- 1806: abolizione delle vicinie con Napoleone (nascita amministrazioni comunali).
Cariche della vicinia ad Artogne (durata un anno):
- Console (rappresentante e responsabile);
- Sindaci (coadiutori del console - 2 Artogne, 1 Piazze, 1 Acquebone);
- Massaro (esattore tasse e tesoriere);
- Camparo (guardia forestale);
- Scrivano (segretario)-
Duecento
12 marzo 1233
Investitura da parte della Curia (vescovo) di beni nei paesi di Piano e Artogne a favore della nobile famiglia Brusati.
1 aprile 1286
Il nobile Glisente Petenalupi (che compare anche nell’investitura del 1233) riceve dalla badessa Armelina i beni del monastero di Santa Giulia in Piano, Gratacasolo e Artogne.
20 giugno 1299
Designamento di tutte le proprietà del vescovo di Brescia Berardo Maggi sul territorio di Pisogne, presente all’incontro il presbitero della chiesa di San Cipriano di Artogne (Pre Giorgio).
Breve notizia che indica:
- che la parrocchiale è San Cipriano (senza ancora Cornelio);
- che Chiesa di S. Andrea se fosse stata parrocchiale ora non lo è più.
Trecento
Intorno agli anni ‘30 del 1300 la Valle Camonica entra nella sfera della signoria dei Visconti di Milano ottenendo numerosi privilegi, anche di autonomia, nei confronti di Brescia. Sussistono stretti legami tra i Visctoni e la famiglia Federici.
1331
Zenone detto Mastaio e Ziliolo Federici, figli di Bojaco di Gorzone, acquistano da Girardo Brusati tutti i beni e i diritti che egli aveva nei territori di Artogne, Pian Camuno e Gratacasolo e in tutto il pievatico di Rogno per 2.663,5 lire imperiali.
L’atto di compravendita viene siglato nel Castello di Gorzone e rogato dal notaio Alberto da Castione.
23 novembre 1340
Pedercino Zirba di Bovegno (notaio e residente ad Artogne) roga un atto di concessione di terreni a Vissone tra Bojaco e Ziliolo Federici (proprietari) e Fostino da Castione abitante a Vissone.
Tra i testimoni compare per la prima volta il nome di un abitante di Artogne: Zambono detto Manazola (sarto).
1354
Documento legato al passaggio di investitura dei beni ad Artogne del Monastero di Santa Giulia a Pecino Federici (figlio di Ziliolo). Nel 1286 erano di proprietà Petenalupi.
Per la prima volta nella definizione della chiesa parrocchiale compare anche Cornelio Papa.
1389
Artogne, insieme a Gorzone, Angolo e Angone, è nell’elenco delle comunità e dei vassalli insolventi e ribelli al Vescovo e i cui beni devono essere quindi posti sotto sequestro.
1397
Pace di Breno tra guelfi e ghibellini al Ponte della Minerva.
La comunità di Artogne sulla sponda sinistra del fiume Oglio con le famiglie e le altre comunità ghibelline.
Venezia (1428-1797)
1428
La Valle Camonica entra a far parte dei Domini di Terraferma della Repubblica di Venezia (fino al 1797).
Nel corso di tutto il quattrocento sono confermate le decime di Artogne ai Federici e numerosi estimi parrocchiali.
1508
Nella mappa della Val Camonica e Sebino disegnata da Leonardo da Vinci (attualmente custodita presso la Royal Collection Trust presso il Castello di Windsor, GB) è indicato col nome di Artogno.
1568
Documento dà notizia che ad Artogne vivono 750 abitanti, ad Acquebone 50, a Moserada 25 ed a Piazze 140.
1609-1610
Tratto dal /Catastico di Giovanni da Lezze (podestà veneziano)/:
Si trova il Commun di Artogne, qual contiene tre terre: Artogne, Piazze e Acque Buone. Questo territorio è assai buono e fertile, qual produce biave pocco buone, vini pocchi debili, ma molte castagne, et fieni assai et abondantissimo di peri, pomi et altri frutti et li habitanti cavan denari da castagne secche, et biscotti, che mandano fuori Valle. Hanno anche molte vacche, da quali cavano grassine. Essi habitanti parte sono nobili, ma la maggior parte sono contadini, che attendono all’agricoltura, alla ferrarezza e alle vacche. Vi sono doi molini, una rasica, quattro fucine. Vi è anche un edificio di novo commodato per certi mercanti della terra di Lovere Bergamasco da colar vena di litirgirio di argento et piombo. Nella terra di Artogne vi sono e dodeci case della famiglia Federica.
1698
Tratto da Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni (Padre Gregorio Brunelli):
Proseguendo à mattina, si mette piede ad Artogne, terra insigne di fabriche, e d’abitanti, con alcune famiglie, che conservano ancora chiari splendori d’antica nobiltà; e veggionsi qui le vestigia d’una gran rocca, che fu lungamente habitata da alcuni de Federici.
1735
Estimo generale di Valle Camonica.
1765
Stato anime compilato da Don Martino Bonometti:
- 130 contrade;
- 1600 unità immobiliari;
- produttività: esportazione di castagne/granoturco e attrezzi agricoli delle fucine;
- numerose alluvioni del torrente Re;
- presenti nuclei di famiglie originarie e forestiere (Valtellina).
1797
Crollo della Repubblica di Venezia e inizio della dominazione francese.
Ottocento
Dominazione francese (1797-1814):
- Repubblica bresciana (1796-1797);
- Repubblica Cisalpina (1797-1802);
- Repubblica italiana (1802-1805);
- Regno d’Italia (1805-1814).
La Valle Camonica è suddivisa in dipartimenti ed Artogne è assegnato al Dipartimento del Serio, con capoluogo Bergamo.
- 1803, Ditta Vielmi & Zattini, rinascita dell’attività della ferrarezza;
- 1806-1816, Pian d’Artogne, Comune unico tra Piano e Artogne.
- 1812, Banda dei briganti di Fraine, il Tribunale di Bergamo condanna a morte 5 giovani tra cui due artognesi;
- Introduzione della coltivazione dei gelsi per allevamento del baco da seta.
1819
Tratto dal Dizionario odeporico - sia storico politico naturale della provincia Bergamasca di Giovanni Maironi da Ponti:
Territorio assai fertile in frumento, granoturco e altri cereali. Ha molti gelsi, castagneti e boscaglie lungo il fiume. 1109 abitanti: contadini con varie famiglie signorili e negozianti. Esiste la Pia Istituzione delle Misericordia e si vedono le rimanenza di un antico castello e di una torre.
1870
Tratto dalla Storia della Valle Camonica di Bortolo Rizzi:
Grosso villaggio, 6 chilometri a nord-est di Pisogne, alla sinistra dell’Oglio, a’ piè di monte assai fertile in castagneti, pascoli, prati e boschi cedui sino al confine con la Valtrompia a mattina; a tramontana ha il territorio di Gianico; a mezzodì quello di Piano Camuno; a sera l’Oglio e la terra di Rogno.
La pianura e ferace in grano turco, frumento, altri cereali, gelsi, salcu, fieno, frutta e vigneti; e più lo sarebbe se i molteplici pregiudizj del volgo nell’agricoltura venissero eliminati da saggia e conveniente istruzione rurale.
Una bella strada congiunge il paese colla provinciale; un’altra via, chiamata Caratello, volge, per altra direzione, verso Breno.
Il torrente, detto valle, ingrossa ad ogni dirotta pioggia, precipita dalle roccie selvose, tra le Frazioni di Piazze ed Acquebuone, fino al luogo dove vengono estratte le acque per gli edificj: indi fra due argini di grossi macigni va a scaricarsi nell’Oglio, recando, non di rado, gravi danni alle sottoposte campagne.
Dalla valle si estrae l’acqu. che anima quattro fucine, due per la fusione della ghisa, due per varie manufatture in ferro: e sette molini pel grano.
La popolazione, che ascende a 1608 abitanti, per la massima parte è addetta all’agricoltura ed alle arti, tranne varie famiglie ricche e commercianti.
Avvocato Girolamo Vielmi (1744-1817)
Nato a Breno e poi trasferitosi ad Artogne, Notaio e varie cariche pubbliche nel governo della Spett.le Comunità di Valle.
- 1790, sua prima menzione ad Artogne (padrino di un battesimo);
- 1794, in Casa dei signori Vielmi della Piazza la figlia Elena si sposa con Antonio Cuzzetti di Villa di Ponte di Legno;
- 1797, fedele alla Repubblica di Venezia e quindi alla testa delle truppe camune per fare fronte all’arrivo dell’esercito francese a Pisogne (tentativo fallito);
- 1810, sindaco di Pian d’Artogne;
- 1817, morte.
Bortolo Rizzi nel 1870 scrive:
Nel cimitero ora abbandonato sta un’umile croce con base di granito ove si legge ‘Solerte in vita, come pio e forte della morte, coltivò la giustizia il Giureconsulto Gerolamo Vielmi’
Il Cimitero vecchio dal 1806 al 1816 si trovava presso la chiesa di S.Andrea.
Chiesa parrocchiale dei Santi Cornelio e Cipriano
- 1299, prima menzione (designamento dei beni del vescovo di Brescia a Pisogne);
- 1400, riedificata;
- 1755, ultima riedificazione voluta da Don Matteo Bianchi e terminata da Don Martino Bonometti (affreschi interni di Ludovico Gallina, artista bresciano ma con attività a Venezia);
- 1958, scalinata che va al sagrato.
Altari interni:
- San Vincenzo e Carlo Borromeo;
- Sant’Antonio da Padova;
- Madonna del Rosario (con quadro Ceruti);
- Anime Purganti.
Chiesa di Sant’Andrea apostolo
- considerata per tradizione popolare la prima chiesa parrocchiale;
- 1400, struttura attuale;
- affreschi del 1500;
- area del lazzaretto durante le epidemie.
Chiesa della Visitazione di Maria ad Elisabetta
- 1400-1500, costruzione in località di Imavilla (non ci sono documenti ma ci si basa sulla struttura);
- Giuspatronato famiglia Federici (ricordato anche da Padre Gregorio nel 1698).
Novecento
Aumento del flusso emigratorio.
1901
Resoconto Don Francesco Zoppi:
- problema della pellagra e della condizione dei contadini;
- 7 mulini / 1 segheria / 1 filatoio / 3 fucine;
- 1422 abitanti (316 famiglie) / 323 abitanti a Piazze;
- castagne vendute al mercato di Iseo / terreno non buono per vite.
1927-1957
Unione del comune di Pian Camuno con quello di Artogne.
1964
Apertura della Tipografia Quetti (2009 Museo della stampa San Lodovico Pavoni).
1970-1985
Creazione e estensione dell’area sciistica di Monte Campione.
Papa Pio IX discendente dai Federici di Artogne?
Papa Pio IX, al secolo Giovanni Maria Battista Pietro Pellegrino Isidoro fa parte della famiglia Mastai-Ferretti ed è il 255° papa (dal 1846 al 1878), ultimo sovrano dello Stato Pontificio.
Lo storico Don Alessandro Sina (1878-1953) ipotizza che la famiglia Mastai di Sinigallia, da cui proveniva Papa Pio IX, sia a sua volta discendente dalla famiglia camuna Federici ed in particolare dal ramo di Mastaio Federici, residente ad Artogne nel corso del 1300 (acquisizione beni Brusati nel 1331).
Bibliografia e sitografia
- Andreoli E., La terra e gli abitanti, Artogne, 2006.
- Andreoli E., Raccolta delle Ricerche storiche pubblicate sul Notiziario di Artogne e Piazze da Ernesto Andreoli dal 1977 al 2005, Artogne, 2015.
- Bertolini A., Panazza G., Arte in Valle Camonica Volume III, Brescia, 1990.
- Fontana E., La Chiesa e le chiese di Artogne, Artogne, 1997.
- Atlante Camuno, catasti storici .
- Biblioteca Digitale Lombarda .
- Lombardia, beni culturali .
- Sistema Bibliotecario Bresciano .
Borgo
Aree principali del borgo (da monte):
- Castello (o Castellino);
- Cimavilla;
- Mezzavilla;
- Imavilla.
Il percorso nel borgo:
- Chiesa parrocchiale;
- Via IV Novembre - complesso;
- Via IV Novembre - resti Torre;
- Via IV Novembre - Casa Lorenzetti (affresco 1500);
- Casa (ex) Cotti ed Ex Filanda (Casa Alessi);
- Oratorio ed Ex asilo (Casa Bonicelli);
- Casa Bertoli (Vicolo dei Ciom).
1. Chiesa parrocchiale dei Santi Cornelio e Cipriano
- 1299, prima menzione (designamento dei beni del vescovo di Brescia a Pisogne);
- 1400, riedificata
- 1755, ultima riedificazione voluta da Don Matteo Bianchi e terminata da Don Martino Bonometti (affreschi interni di Ludovico Gallina, artista bresciano ma con attività a Venezia);
- 1958, scalinata che va al sagrato.
Altari interni:
- San Vincenzo e Carlo Borromeo;
- Sant’Antonio da Padova;
- Madonna del Rosario (con quadro Ceruti);
- Anime Purganti.
2. Via IV novembre - complesso architettonico
Complesso con:
- Palazzo quattrocentesco;
- Palazzo seicentesco;
- Deposito/fienile.
Strutture originali del 1300, da Brusati a Federici e poi famiglie Quetti, Lorenzetti e Ballerini.
Di notevole interesse sono tutti i portali in arenaria e tonalite.
3. Via IV novembre - resti di una torre
Rimaneggiata per uso abitativo in ipotesi struttura del 1300.
Tradizione popolare: in Via Giovanni XXIII (in area Castello) esisteva complesso di case chiamate dei Nobei (stemma Federici antico), esisteva una torre che venne distrutta con avvento della Repubblica di Venezia e le pietre vennero usate per la costruzione del campanile della chiesa di Santa Maria ad Elisabetta.
4. Casa Lorenzetti - affresco del 1500
A piano terra è presente un portico con pilastri che sorreggono archi a pieno centro.
Presente loggia con colonnato ed affresco datato 1550 Crocefissione con Madonna e San Giovanni evangelista.
5. Casa (ex) Cotti e Casa Alessi
Casa Cotti
Poi proprietà parrocchiale, ora proprietà famiglia Rivadossi. Edificio costruito tra 1600 e 1800 con pianta a L e brolo interno presenta delle sale affrescate con decorazioni neoclassiche.
Casa Alessi
Ex Filanda, edificio ottocentesco completamente ristrutturato internamente.
6. Oratorio (ex Casa Millo) e Casa Bonicelli (ex asilo)
Oratorio (ex Casa Millo)
Edificio del 1700 con successivi rifacimenti.
Presente iscrizione del 1799 con iniziali P.T.L. (forse appartenuta a famiglia Lorenzetti?).
Presenti sale con affreschi del 1800 (tema mitologico) non più esistenti.
Nel 1940 le sorelle Millo di Milano la vendono alla Parrocchia che crea a seguire Oratorio San Giovanni Bosco (successivi restauri con inaugurazione definitiva dell’oratorio nel 1980).
Nel 1909 il farmacista Siro Pè colloca la grande pianta di tiglio.
Casa Bonicelli (ex asilo)
Casa Federici, qui risiedeva l’ultimo ramo estinto nel corso dell’ottocento.
Presenti chiari elementi strutturali rinascimentali (loggia e portico).
Trasformazioni notevoli tra 1600 e 1700.
Nel complesso era presente anche la vecchia Spezieria.
1899-1978, asilo parrocchiale e oratorio femminile (acquisizione di Don Zoppi), direzione dell’asilo alle Suore Dorotee di Cemmo.
Ex cappella benedetta nel 1901, dedicata alla Madonna di Lourdes, affreschi primi ‘900 (artista Rota).
Casa di riposo per anziani Lorenzetti
Struttura del 1600-1700.
1947, donazione da parte di Lucia Lorenzetti e della sorella suor Cecilia.
1949, apertura casa di riposo.
CAMFART
CAmuna Mole Fabbrica ARTogne.
Prima fucina (Garatti), poi fonderia e bottonificio utilizzando l’acqua del canale opificieri (vaso ré).
Intorno agli anni ‘20-’30 aule scolastiche.
1951, apertura Camfart per la produzione di mole abrasive (acqua alimenta una turbina per la produzione di corrente elettrica interna).
1995, trasferimento a Pian Camuno (area industriale).
7. Casa Bertoli e Vicolo dei Ciom
Casa Bertoli
Casa già Cotti Cottini.
Edificio del 1600.
Stemma ingresso indica che la casa nasce di proprietà Bonicelli. In passato questa area (oggi Via Adamello) era contrada delle Rassiche.
Vicolo dei Ciom
Vicolo di campagna che ha mantenuto gli antichi muri di cinta dei broli.
7a. Lungo il Vaso Ré
Ré è la volgarizzazione della parola latina Rivus (torrente) ed anche in altri borghi camuni indica corsi d’acqua utilizzati per produrre forza motrice.
Ad Artogne c’è il fiume Ré (o Valle di Artogne) dal quale nasce il canale artificiale Canale Opificieri per alimentare gli opifici attraversando il paese.
1446, prima prova scritta dell’esistenza del canale, pergamena fondo Federici che testimonia pagamento in contrada de ri.
Fine del 1800, prime opere di copertura del canale.
Metà del 1900, vengono dismesse le ultime attività presenti, circa una dozzina lungo 600 metri.
Ditta Vielmi e Zattini (1803-1842)
Dopo crisi del 1600-1700 con l’avvento di Napoleone e la ripresa dell’attività bellica la siderurgia riprende vigore:
Bortolo Vielmi (figlio dell’illustre avvocato Girolamo morto nel 1817);
Giacomo Zattini (famiglia dal 1400 a Darfo e grandi proprietari terrieri).
1803, i due giovani (ventenni) creano la ditta Vielmi e Zattini;
1819, quattro fucine (monopolio);
1842, viene sciolta la società e rimane solo ai discendenti Zattini;
1876, frazionamento in vari possidenti.
Segheria Lorenzetti (contrada Rassica ora Via Adamello)
Si vede un condotto del canale e una saracinesca per deviare il corso del fiume.
Mulino Maroni (vicino a segheria Lorenzetti)
Locali diventati officina dal 1950 al 1965 del sig. Maroni Ermenegildo.
Fucina Comensoli
Ultima a chiudere nel 1967 della famiglia Zattini di Darfo, poi a quella Cemmi, Bertoli e infine nel 1950 ai Comensoli di Bienno, ristrutturata completamente.
Mulino Andrea Garatti
Famiglia di Pian Camuno che si trasferisce per gestire due Mulini ad inizio del 1900.
Unica ruota ancora impiantata e meccanismo interno per la macinatura del granoturco e del frumento ancora presente.
Anni 70’, fine attività.
Bibliografia e sitografia
- Andreoli E. (a cura di), C’era una volta il Ré - Storia del canale Opificieri, Artogne, 1991.
- Andreoli E., Artogne: La terra e gli abitanti, Artogne, 2006.
- Andreoli E., Raccolta delle Ricerche storiche pubblicate sul Notiziario di Artogne e Piazze da Ernesto Andreoli dal 1977 al 2005, Artogne, 2015.
- Bertolini A., Panazza G., Arte in Valle Camonica Volume III, Brescia, 1990.
- Atlante Camuno, catasti storici .
- Lombardia, beni culturali .